Formazione lavoratori giovanili, prevenire radicalizzazione

Formazione di chi lavora con i giovani, collaborazione tra scuole, associazioni e centri giovanili, supporto alle famiglie e scambio di migliori pratiche tra Paesi Ue. Sono le principali conclusioni del Consiglio Ue giovani per prevenire i fenomeni di radicalizzazione e marginalizzazione sociale. La lente dei ministri delle politiche giovanili dei 28 Paesi Ue è proprio su chi lavora a stretto contatto con i giovani, come i membri di associazioni e centri di ritrovo giovanili, per i quali si ipotizza un percorso formativo che li aiuti a riconoscere e prevenire ogni fenomeno di radicalizzazione e violenza a partire proprio da Internet e dai luoghi di ritrovo più comuni.

A questo scopo, i ministri europei invitano gli Stati membri a uno scambio attivo delle migliori pratiche messe in atto con successo nel proprio territorio e a collaborare in modo continuo per contrastare sul nascere i più frequenti fenomeni di razzismo che si stanno sviluppando in tutta Europa. Il Consiglio chiede, inoltre, alla Commissione europea, di pubblicizzare adeguatamente i risultati del gruppo di esperti sulla cittadinanza attiva, la prevenzione della marginalizzazione e della radicalizzazione violenta (vedi qui) e di utilizzare maggiormente i programmi europei Erasmus+ ed Europa creativa per promuovere valori come l’integrazione e la tolleranza.