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Sicurezza sul Lavoro

HACCP

Socio Educativi

Commercio

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Elenco Candidati Tutor Didattico per Studenti con Difficoltà di Apprendimento

TECNICO RBT
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• DESCRIZIONE
Corso di Formazione per la figura professionale di “Tecnico comportamentale ABA (Applied Behaviour Analysis) certificato RBT™ per l’autismo ed i disturbi del comportamento in età evolutiva”.
Il Corso si propone di:
- Fornire e divulgare gli strumenti teorici e pratici base necessari per attuare un intervento educativo per bambini con autismo e disabilità correlate, attraverso l’ABA (analisi comportamentale applicata), riconosciuta a livello internazionale, come elettiva nell’intervento per soggetti con autismo ma, che in Italia, è ancora poco conosciuta nei suoi aspetti sia teorici che pratici;
- Acquisire competenze pratiche nel settore dell’Analisi del Comportamento formando Tecnici del Comportamento qualificati in grado di applicare, con metodologie corrette, interventi basati sull’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) attraverso la supervisione di un BCBA, nell’ambito di servizi ambulatoriali ed in strutture diurne o residenziali sanitarie o socio sanitarie, in realtà scolastiche o domiciliari.
Tutto questo avviene attraverso l’uso di tecniche di animazione, gioco, educazione che aiutano l’operatore a relazionarsi con tutti i diversi casi del tessuto sociale e che consentono agli ospiti di servizi residenziali, centri diurni socio – educativi, case di riposo, comunità per minori, di sentirsi supportati durante tutte le attività di socializzazione ed integrazione. In stretta collaborazione con altre figure professionali, l’Animatore Sociale stimola, motiva e favorisce la partecipazione dei singoli e dei gruppi a tutte le dinamiche e le relazioni interpersonali; osserva, rileva e registra dinamiche comportamentali e criticità latenti, individuali e di gruppo; svolge attività finalizzate allo sviluppo delle potenzialità delle persone, promuovendone l’inserimento sociale.
• CONTESTI OPERATIVI
• DETTAGLI

TUTOR DSA
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• DESCRIZIONE
Nell’ambito dei progetti di intervento in favore di bambini e ragazzi con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), è sempre più frequentemente prevista la figura di un tutor dell’apprendimento per studenti DSA. Il tutor dell’apprendimento è un operatore qualificato ad operare con studenti con DSA e BES, svolgendo il ruolo di facilitatore e guida per i processi di apprendimento, di promotore dell’autonomia e di mediatore nei rapporti famiglia-scuola. Il tutor può operare nei contesti scolastici ed extra-scolastici, svolgendo attività di “doposcuola specialistici” con alunni di scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado. Il Corso tratterà i seguenti argomenti: i processi di lettura, scrittura calcolo e comprensione del testo; l’attenzione e la memoria di lavoro; le metodologie didattiche e l’uso consapevole delle strategie degli strumenti compensativi; gli aspetti emotivi, motivazionali e relazionali dell’apprendimento.
• CONTESTI OPERATIVI
• DETTAGLI

ANIMATORE SOCIALE
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• DESCRIZIONE
L’Animatore Sociale è una figura fondamentale che opera a contatto con disabili, anziani, minori problematici, persone con disagio psichiatrico ed altri soggetti in situazione di svantaggio, cercando di stimolare la loro integrazione e partecipazione sociale. L’obiettivo dell’Animatore Sociale è quello di raggiungere la persona nel suo contesto sociale, coinvolgerla e renderla protagonista, affinchè possa esprimere le sue capacità e attitudini e tutto il suo ambiente vitale ne risulti rigenerato.
Tutto questo avviene attraverso l’uso di tecniche di animazione, gioco, educazione che aiutano l’operatore a relazionarsi con tutti i diversi casi del tessuto sociale e che consentono agli ospiti di servizi residenziali, centri diurni socio – educativi, case di riposo, comunità per minori, di sentirsi supportati durante tutte le attività di socializzazione ed integrazione. In stretta collaborazione con altre figure professionali, l’Animatore Sociale stimola, motiva e favorisce la partecipazione dei singoli e dei gruppi a tutte le dinamiche e le relazioni interpersonali; osserva, rileva e registra dinamiche comportamentali e criticità latenti, individuali e di gruppo; svolge attività finalizzate allo sviluppo delle potenzialità delle persone, promuovendone l’inserimento sociale.
• CONTESTI OPERATIVI
• DETTAGLI

EDUCATORE PER L'INFANZIA
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• DESCRIZIONE
L’educatore per l’infanzia è un educatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, è in grado di accudire e accompagnare i bambini nella fase del loro sviluppo cognitivo.
Le competenze che ricevono i nostri allievi, attraverso il nostro percorso formativo totalmente rinnovato, li renderanno in grado di progettare e realizzare attività ricreative e di animazione volte alla socializzazione del bambino e alla sua crescita sociale e cognitiva. L’educatore per l’infanzia, sarà in grado di confrontarsi con genitori, insegnanti e figure professionali che fanno parte della vita del bambino affinché esso sviluppi le proprie potenzialità espressive, creative che lo rendono in grado di diventare autonomo nelle varie fasi della sua crescita.
• CONTESTI OPERATIVI
• DETTAGLI

ASSISTENTE FAMILIARE
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• DESCRIZIONE
L’intervento formativo viene svolto in completa attuazione del D.G.R. n.2843 del 08/11/03. La figura professionale dell’assistente familiare si inscrive nel panorama dei soggetti al servizio delle persone con problemi quali anziani e disabili. Il suo ruolo, dunque, consiste nel facilitare lo svolgimento, da parte di tali persone, delle attività quotidiane normalmente svolte, durante le quali l’assistente familiare coopera con esse: pulizia e igiene della casa, pulizia e igiene della persona, preparazione e somministrazione dei pasti, sorveglianza e compagnia. L’assistente familiare accudisce e cura la persona riconoscendone bisogni espressi e inespressi, svolgendo la sua attività in contesti prevalentemente familiari.
Sbocchi Occupazionali
L’assistente familiare può trovare occupazione presso cooperative o lavorando part time e/o full time presso famiglie.
Destinatari
Requisiti di accesso al corso sono: Compimento del 18°esimo anno di età Assolvimento dell’obbligo scolastico
Attestato Finale
Al termine del corso con esame, il formato conseguirà un attestato di qualifica professionale riconosciuto dalla Regione Campania ai sensi della legge n. 845/78 art. 14.
• CONTESTI OPERATIVI
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MEDIATORE FAMILIARE
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• DESCRIZIONE
Il corso di formazione professionale di Mediatore familiare intende formare l’operatore in modo adeguato per la comprensione sul piano psicologico, del conflitto coniugale e familiare. Il Mediatore familiare ha capacità di promuovere nei partner/genitori le risorse, le competenze, la motivazione al dialogo e a prevenire il disagio dei minori.
Più precisamente, il mediatore familiare con le competenze acquisite grazie al corso di formazione professionale aiuta la coppia: a rimuovere le difficoltà legate ad una comunicazione troppo esasperata e conflittuale; a creare uno spazio di incontro e di dialogo con il partner; a trovare accordi concreti, costruttivi e personalizzati, ampliando la gamma delle possibili soluzioni; a riorganizzare le relazioni familiari, tenendo conto dei bisogni psicologici dei figli.
• CONTESTI OPERATIVI
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MEDIATORE CULTURALE
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• DESCRIZIONE
Il corso di formazione professionale di Mediatore Culturale forma l’operatore in grado di svolgere la funzione di mediazione linguistica e soprattutto di orientamento culturale. Il suo compito è quello di decodificare valori, modi di pensare e di interpretare il mondo, comportamenti e stili di vita, pratiche religiose.
Il mediatore interculturale utilizza le proprie conoscenze linguistiche e culturali e la propria capacità relazionale ed empatica per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche e i bisogni degli stranieri: si pone da “ponte” tra gli immigrati stranieri e i servizi e/o popolazione del Paese di accoglienza.
• CONTESTI OPERATIVI
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MEDIATORE PENALE MINORILE
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• DESCRIZIONE
La mediazione è un percorso relazionale tra due o più persone per la risoluzione di conflitti che si caratterizzano per la natura sociale, culturale, penale. In quest’ultimo campo il conflitto si configura come reato. Nella mediazione penale minorile, l’asimmetria delle parti, vittima e reo, costituisce un fattore specifico che richiede particolari cautele e tutele a protezione dei soggetti ed una diversificazione degli obiettivi della mediazione: questi devono essere chiariti dal mediatore agli interessati per permettere un incontro e una comunicazione efficace tra le parti. Per la vittima, che nel processo penale minorile non può costituirsi come parte civile (art.10 del D.P.R. 448/88), la mediazione consente di esprimere in un contesto protetto il proprio vissuto personale rispetto all’offesa subìta, di uscire da un ruolo passivo dando voce e visibilità alla propria identità personale.
Al minore – autore del reato, la mediazione permette una responsabilizzazione sul danno causato e sulle possibilità di riparazione: la riservatezza dell’incontro e la separazione dal procedimento penale favorisce l’emersione dei contenuti emotivi legati agli eventi in un contesto relazionale protetto. Il mediatore/i ha un ruolo neutrale, non direttivo, di facilitatore della comunicazione oltre che di garante delle regole di interazione verbale che all’inizio dell’incontro di mediazione vengono prioritariamente esplicitate, condivise ed accolte dalle parti. L’esito del percorso di mediazione penale si configura come positivo o negativo e viene comunicato al giudice dal mediatore, senza riferire motivazioni specifiche data la riservatezza dell’incontro. Per esito positivo s’intende una ricomposizione o significativa riduzione del conflitto: in tal caso si prevede la possibilità di definire accordi di riparazione riguardanti interventi diretti alla vittima, compreso il risarcimento, o attraverso lo svolgimento di attività di utilità sociale. Tale opportunità consente, prescindendo dal giudizio penale, una riparazione delle conseguenze del reato con una diretta valenza restitutiva per la vittima ed educativa per l’autore del reato.
Le prime iniziative in materia di mediazione penale minorile sono state avviate a Torino nel 1995 ed hanno poi interessato numerose altre sedi quali Milano, Bari, Trento. Le sperimentazioni si caratterizzano per il carattere interistituzionale che le contraddistingue, infatti, riguardando la vittima e l’autore del reato, coinvolgono conseguentemente il sistema penale e quello sociale. Il modello organizzativo prevalente è costituito da un organismo, denominato “ufficio” o “centro per la mediazione penale”, con sede autonoma rispetto al tribunale per i minorenni, con il quale collaborano operatori dei servizi minorili della giustizia e dei servizi territoriali sociali e sanitari, esperti e volontari. In attesa della determinazione del relativo profilo professionale, il ruolo di mediatore viene esercitato da operatori che avendo una formazione personale di carattere pedagogico, sociale o psicologico, abbiano partecipato a corsi di formazione specifici per l’attività di mediazione penale svolti da agenzie formative competenti in materia. Nelle sperimentazioni attuate, i corsi hanno rappresentato la fase preliminare all’avvio dell’attività di mediazione vera e propria ed hanno coinvolto operatori dipendenti dalla giustizia minorile, dalla regione e dal comune di riferimento, oltre che personale volontario.
Per disciplinare le modalità di collaborazione e gli impegni assunti dalle diverse amministrazioni, sono stati siglati numerosi protocolli d’intesa con la firma o l’assenso del Presidente del tribunale per i minorenni e del Procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, competenti per quel distretto di Corte d’Appello.
• DETTAGLI

OPERATORE ALL'ASSISTENZA EDUCATIVA AI DISABILI
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• DESCRIZIONE
L’operatore dell’assistenza educativa ai disabili è una figura professionale che ha il compito di fornire assistenza specialistica, non diretta solo agli studenti con disabilità di comunicazione ma a tutte le tipologie di disabilità. In stretta collaborazione con l’insegnante di sostegno e con i docenti curriculari, per il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici, l’assistente è un operatore che facilita la comunicazione dello studente e la sua attività di relazione, stimola lo sviluppo delle abilità nelle diverse dimensioni dell’autonomia di base e sociale.
• DETTAGLI

TECNICO DELL'ANALISI DEI FABBISOGNI IN CAMPO SOCIALE E DELLA PROGETTAZIONE DI INTERVENTI, SERVIZI SOCIALI E SOCIO-SANITARI
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• DESCRIZIONE
Partendo dalla lettura del territorio e del contesto socioeconomico in cui opera, è in grado di definire servizi necessari a partire da obiettivi individuati, intercettare fonti di finanziamento pubblici e privati, valutare i requisiti di bandi di gara, avvisi pubblici o privati, opportunità economiche e la fattibilità degli stessi rispetto alle risorse umane e strumentali disponibili.
Coordina e realizza l’intero processo di progettazione, avvalendosi di esperti ed eventuali collaboratori portando e redigendo progetti volti ad ottenere l’assegnazione di convenzioni, servizi, incarichi e progetti innovativi relativi a servizi. Predispone anche il sistema di monitoraggio e valutazione e partecipa anche alla predisposizione del budget del progetto. E’ in grado di elaborare progetti da proporre al finanziamento in occasioni di avvisi pubblici collegati alla programmazione comunitaria.
• DETTAGLI

TECNICO ALL'ASSISTENZA DOMICILIARE AI MINORI
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• DESCRIZIONE
Il tecnico dell’assistenza domiciliare ai minori si occupa dell’assistenza ai minori nella vita quotidiana, svolgendo attività di supporto all’elaborazione e alla rimodulazione di un piano assistenziale individualizzato, sostegno alle attività scolastiche e all’inserimento socio-relazionale del minore, rilevazione di situazioni di sofferenza/disagio fisico e relazionale ed indirizzo e supporto alla famiglia del minore.
Lavora con contratto di lavoro dipendente, come lavoratore autonomo con contratti di collaborazione o come socio di cooperativa, prevalentemente presso strutture che erogano servizi domiciliari di assistenza e di socializzazione. Opera con livelli di autonomia elevati ed è generalmente esposto a cambiamenti imprevedibili.
• DETTAGLI

TECNICO ESPERTO DI COMUNITÀ PEDAGOGICO - RIABILITATIVA PER TOSSICODIPENDENTI
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• DESCRIZIONE
Il tecnico esperto di comunità pedagogico – riabilitativa per tossicodipendenti promuove il reinserimento nella società delle persone con problemi di dipendenza patologica, svolgendo attività inerenti il supporto alle attività di riabilitazione, la progettazione, gestione e coordinamento di interventi di natura sociale, culturale, educativa e di inserimento lavorativo. Lavora con contratto di lavoro dipendente o come lavoratore autonomo con contratti di collaborazione prevalentemente presso comunità semiresidenziali o residenziali per tossicodipendenti.
Opera all’interno di un quadro di istruzioni condivise con l’èquipe (psicologi, assistenti sociali, educatori professionali, ecc.) mantenendo une elevato grado di autonomia per le attività di propria competenza